Alcune cognizioni scientifiche sull'omosessualità

di Roberto Weitnauer, inserito il 4/10/2013
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L’omosessualità rispecchia un comportamento che secondo le statistiche riguarda 1-2% della popolazione umana, percentuale che aumenta anche di 3 volte se nella statistica s’includono i bisessuali. Si tratta di un numero molto elevato di persone che si distribuiscono trasversalmente nelle varie razze, culture e latitudini del pianeta.
Questi individui non sono interessati da alcuna affezione organica o mentale, hanno una salute media uguale a quella degli eterosessuali e rispetto a questi esprimono capacità intellettuali e fisiche del tutto analoghe. La differenza è data evidentemente dal fatto che, a seguito del loro orientamento, gli omosessuali esclusivi non risultano riproduttivi.
In questo lavoro divulgativo si fa il punto della situazione relativamente alle cognizioni scientifiche sul tema. Le ricerche si articolano in maniera duplice: da un lato cercano di comprendere le cause che portano un soggetto umano a provare attrazione per i membri del suo stesso genere sessuale di appartenenza, dall’altro d’individuare i fattori evolutivi che nel corso della storia dell’umanità hanno mantenuto inalterati questi comportamenti.
In effetti, l’omosessualità femminile e maschile appare alquanto condizionata da fattori ereditari, seppure con tutte le complessità insite in un retaggio multifattoriale, e può giocare un ruolo critico nella sopravvivenza del nostro genere.
Il lavoro si compone di una porzione introduttiva che riassume la successiva trattazione più approfondita. Alla fine, per maggiore comodità di consultazione, è riportato un elenco di sole quattro pagine che inerisce i punti salienti del lavoro.


Articolo:
OmoGeniEvoluzione.pdf (11.08 MB)

Firma:
Roberto Weitnauer / Ingegnere e Divulgatore


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